21 gennaio 2013 Il recupero in atto a livello nazionale rende possibile una vittoria anche al Senato in Friuli Venezia Giulia: siamo certi che sia possibile garantire al nostro partita un’ampia rappresentanza. Ci complimentiamo con Manuela Di Centa (fuarce Manu!) per il piazzamento ottenuto e che è frutto del buon lavoro fatto sin qui e del suo riconosciuto profilo, nazionale ed europeo.
In questo quadro non possiamo esimerci dal notare come la provincia di Udine e la città capoluogo del Friuli siano nei fatti sottorappresentate. Comprendiamo le difficoltà nel trovare un equilibrio nella composizione delle liste, tuttavia ci dispiace che la provincia più grande della Regione sia finita sottorappresentata per numero di abitanti, elettori e per risultati elettorali ottenuti. Tutto questo è ovviamente incentivato da un sistema elettorale che non permette la valorizzazione delle idee migliori, l’adeguata rappresentazione delle istanze territoriali e che si basa su principi tutt’altro che meritocratici mancando la possibilità di esprimere una preferenza per i candidati.
Non minacciamo dimissioni (che si danno, non si annunciano) ma rivendichiamo il diritto a dire quello che pensiamo e a chiedere la rappresentanza che riteniamo necessaria per un territorio importante, anche elettoralmente. Pur considerando la novità della candidatura di una donna come Sandra Savino, a cui ovviamente facciamo i nostri auguri, assessore regionale alle Finanze che ha con coraggio anticipato la spending review nazionale e quindi garantendo la tenuta dei nostri conti e risultati economici apprezzabili, non riusciamo a comprendere come nella lista al Senato, dove appare al secondo posto un altro candidato giuliano, non si sia privilegiato un candidato di Udine, Gorizia o Pordenone (in primis il coordinatore regionale Gottardo) rispetto a Trieste che esprime il capolista alla Camera.
Al nostro partito serviva maggior coraggio e in questo senso valuteremo con attenzione la proposta del Presidente Tondo che uscirà dalla convention che ha organizzato insieme alla sua lista per Venerdì 25.
21 dicembre 2012 Bene ha fatto la Provincia a ricordare con un minuto di silenzio la dolorosa vicenda di Lisa Puzzoli. E va nella giusta direzione anche la campagna che l’ente provinciale ha promosso contro i femminicidi e a favore di una più puntuale sensibilizzazione della popolazione su questo tema. Innanzi tutto affinché la famiglia di Lisa sappia che il dolore che hanno provato ha lasciato un segno nei tanti cittadini friulani che non hanno potuto fare altro che assistere attoniti a questo dramma. In secondo luogo perché è doveroso ricordare che in Italia la violenza sulle donne ha assunto una dimensione tale da non poter essere più trattata con mezzi ordinari.
Detto questo crediamo sia opportuno sottolineare che non condividiamo la richiesta, effettuata da un deputato del Pdl e rilanciata ieri dall’assessore provinciale Adriano Ioan, di un’attività ispettiva nei confronti dei magistrati di Udine. Le parole di Ioan rappresentano la presa di posizione di un semplice iscritto che svolge la funzione di assessore provinciale alle attività produttive, edilizia scolastica e partecipate. Non rappresenta, quindi, la linea del nostro movimento che ben conosce l’eccellente lavoro che stanno facendo gli inquirenti della nostra Procura e che, andrebbe ricordato un po’ più spesso, è facilmente sintetizzabile con l’eccellente operazione del delitto di Lignano. I nostri magistrati hanno dimostrato a più riprese senso di responsabilità, intelligenza, moderazione e si sono distinti per il lavoro lontano dai riflettori e dalle ribalte mediatiche.
Cavalcare oggi un fatto di cronaca e lo sgomento che ha provocato, tirare per la giacchetta gli inquirenti, sottintendere scarsa fiducia nel loro operato è una linea irresponsabile che non solo non condividiamo ma che stigmatizziamo con forza. La linea di questo partito, fintanto che esisterà, è quella espressa dagli organi eletti a questo scopo: il coordinamento regionale, quello provinciale, i singoli coordinamenti comunali. Ed è, come è ovvio che sia, una linea che riconosce il lavoro che stanno facendo i nostri magistrati in un tempo complesso come quello che stiamo vivendo. Chi esprime opinioni diverse, certamente rispettabili, lo fa a titolo personale e di questo dovrebbe assumersi la responsabilità.
Da parte nostra chiediamo al Procuratore e ai suoi collaboratori di voler accettare le nostre scuse e ribadiamo la totale fiducia nell’operato della nostra magistratura. I risultati ottenuti in questi anni parlano molto e più di qualsiasi interrogazione parlamentare, ispezione o polemica sulla stampa.
17 novembre 2012 E ‘ finita la pazienza del PDL. Dopo lo scontro, non del vice-sindaco ma dell’intero gruppo consiliare, del quale Scarso era “solo” il portavoce, sullo stop da parte ns a fantasiose proposte che paragonavano il ns teatro al regio di Parma o al piccolo di Milano, con sconsiderate proposte di spesa, come si evince dalle relazioni dell’arch.Pennati (6 – 7 – 9 ml di €). Questo mentre in regione i Comuni si stanno affannando a fare i conti con esponenziali tagli ai trasferimenti, che rischiano di compromettere l’operatività degli enti stessi, e con emorragie di risorse da 8 milioni di euro come l’extra gettito Imu che forse potranno essere trattenute in Fvg solo grazie agli sforzi compiuti in questi giorni dall’onorevole Compagnon. In questo quadro di difficoltà particolare e generale, il sindaco Iob fa scoppiare una crisi di maggioranza disdegnando le proposte avanzate, con fine costruttivo dal Pdl che aveva chiesto riunione congiunta delle commissioni Llpp e cultura, un consiglio aperto e da ultimo un tavolo con tt i consiglieri di maggioranza per trovare una soluzione condivisa su questo e altri temi da privilegiare entro fine legislatura.
La risposta? Picche. Siamo stati esclusi dagli incontri di questi gg fra le altre forze della maggioranza, è stata convocata una conferenza stampa dove naturalmente noi non siamo stati invitati e dov’e’ stato annunciato l’azzeramento della giunta.
Oggi il sindaco attraverso la stampa ci informa che a breve riattribuira’ gli assessorati a coloro i quali godono della sua incondizionata fiducia e che condividono il suo approccio tematico, metodologico, etico e strategico. Dopo aver ricordato al sindaco che tt gli assessori e consiglieri PDL hanno sempre votato a favore di tt le deliberazioni di giunta e di consiglio per cui non si capisce bene di che cosa ci sta’ incolpando o forse lo capiamo troppo bene ossia per governare con l’altra sua “squadra” o ci si allinea o si viene sbattuti fuori. Per quanto riguarda il resto, visto i comportamenti di questi giorni ci sarebbe molto da discutere.
A fronte di questo quadretto le nostre condizioni restano le medesime, non più trattabili: immediato ripristino della maggioranza uscita delle urne, ridimensionamento del progetto teatro, dialogo vero con i cittadini a cominciare dalla costruzione del prossimo bilancio a tt i progetti che interessano il territorio comunale e lo sblocco di tt le opere pubbliche ferme.
Per il grande rispetto, prima di tutto verso i cittadini che hanno votato, il Pdl si è reso disponibile con incontri, con lo stesso Sindaco e con chi lui stesso aveva indicato, a trovare un percorso comune. Ma questo comportamento di massima disponibilità quasi reverenza, tutto nell’ottica di un rispetto, che così facendo, si attribuisce ai cittadini che hanno votato e hanno il diritto che chi ha avuto la loro delega faccia il possibile per governare al meglio. Questo sperando di trovare la motivazione di un sostegno alle proposte del Sindaco, ma è evidente che tutto era già stato deciso in barba ad ogni condivisione con la maggioranza di questo Consiglio. Solo per inciso l’espressione che nasce dalla maggioranza, da noi si chiama DEMOCRAZIA(POTERE DEL POPOLO)
Ovvio che un Sindaco deve avere piena autonomia nei referati affidati con una scelta che discende da un criterio di fiducia e competenza negli incaricati. Ma questo non significa poter disporre “ad nutum” delle persone e di un partito che ha avuto 886 voti trovandosi delegato a rappresentare i cittadini di San Daniele; il Pdl non può essere trattato secondo l’arbitrio di qualcuno, entrando e uscendo dalla giunta, su e giù nel gradimento del primo cittadino come i “fasoi ta cite”
Dignità, senso della misura e soprattutto rispetto nei confronti di chi ci ha delegato ci impongono di dire al Sindaco noi non ci stiamo. Se ritieni di andare avanti con chi, solo per motivi ideologici assume posizioni di facciata e a noi intollerabili , noi ripetiamo non ci stiamo. A noi interessa una cosa sola, al di là della posizione politica: San Daniele. Fate pure i vostri giochetti noi seriamente vi diciamo che non vogliamo essere omologati da comportamenti che non approviamo. Non ci interessano le sedie, per questo pur essendo in maggioranza non scenderemo a compromessi con la promessa di qualche assessorato, non potete pensare di farci fare cose che sono contro il nostro paese. La responsabilità che ci anima detta priorità diverse: il lavoro innanzi tutto; spendere milioni di euro per il teatro, con le difficoltà che incontrano i nostri cittadini ci fanno stare male. Andate fra la gente e chiedete cosa pensa. Noi abbiamo avuto la fiducia e cerchiamo di meritarcela ancora affrontando problemi veri e non solo di immagine. Non vogliamo che il prossimo voto veda i cittadini stare a casa. Se questo deve avvenire, succeda per responsabilità vostra. Noi tuteliamo con la testa e il cuore San Daniele. Voi no. Sindaco fai le tue scelte e buona fortuna.
08 novembre 2012 Lettera alle Amiche e agli Amici del PDL della Provincia di Udine del Coordinatore Provinciale Ferruccio Anzit condivisa dal Vice Vicario Simone Bressan
Care amiche e amici,
avrete notato i miei interventi sono davvero da contarsi sulle dita di una mano. Questo in particolare sui media; non è certo la mancanza di idee, ma la scelta di tenere un basso profilo, lasciando l’eventuale spazio a chi è espressione del PDL e che ha la necessità di comunicare, doverosamente, quanto sta facendo mostrando (informando i cittadini) se merita o meno la fiducia ricevuta. Così io intendo la Politica come un laboratorio di idee e di servizio, lasciando la scena a chi deve rendere conto della fiducia che ha ricevuto.
Per la prima volta il nostro Partito è andato alla conta eleggendo e così legittimando col consenso degli iscritti gli eletti nel governo politico del Partito. E’ solo la passione che ha chiamato noi iscritti ancora una volta a dire: ci siamo e vogliamo esprimerci e dire che il Partito comincia da noi, dalle nostre idee e dai nostri valori che vogliamo emergano e siano vincenti.
In questi giorni, dai giornali si evince la posizione del Governatore Tondo che, a mio parere, assume una posizione giusta e condivisibile: ribadire il senso dell’autonomia che ha fatto bene alla nostra Regione e rimarcare la nostra specialità che non è solo territoriale, ma anche di comportamenti.
Renzo Tondo avrà in me un sostenitore formidabile poiché considero il mio ruolo in funzione di un servizio da dare prima di tutto ad un’idea, poi ai nostri iscritti; io posso esprimere tutto quello che penso non potendo essere, uso un eufemismo, influenzato. La carica che copro è completamente gratuita, non ho rimborsi, non sono stato “incaricato” di qualche presidenza o in qualche consiglio di amministrazione e vivo del mio lavoro. Insomma sono un uomo libero. Sostengo Tondo, dicevo, non perché è del PDL, ma per una scelta, che deriva da una profonda convinzione ispirata a quello che il nostro Governatore ha fatto per il Friuli Venezia Giulia e per quello che sarà in grado di fare. Però a fronte di quanto accade in questi giorni non riesco a non dire alcune cose.
La premessa: molti, tantissimi fanno politica per pura convinzione e idealità ed è prima di tutto, di questi convinti sostenitori di idee che dobbiamo avere il massimo rispetto e considerazione; ma anche nel nostro Partito rilevo, in questi ultimi tempi, un coacervo di pulsioni scomposte e autoreferenziali per giungere a qualche cosa di nuovo, che assolutamente nuovo non è, con un disinteresse totale che sfiora il disprezzo di chi condivide, penso a tutti i nostri iscritti, le idee del PDL e per tale Partito si è sempre speso senza nulla chiedere. E’ bizzarro che questi movimenti provengano, da chi in posizioni di vertice (che tanto ha ricevuto), avrebbe dovuto essere espressione del buon fare.
Non si tratta di cambiare l’involucro, ma di cambiare, se uno non si è dimostrato all’altezza, chi era in questo contenitore di idee e se nella posizione dedicata ad amministrare evidentemente non è stato funzionale al compito ricevuto; ognuno di questi, così facendo, potrebbe apparire che difende una propria posizione per motivi si legittimi, ma meno nobili. La pagnotta. Ovvio, poi, se coloro i quali tendono a tale processo sono gli stessi che dovevano dimostrare la capacità a rappresentare il Partito e hanno la pretesa di essere ancora loro protagonisti nel cambiare a tavolino le cose, il tutto è francamente risibile. Giudicandi di se stessi !!
Questi comportamenti, non fanno altro che delegittimare, indebolire, marginalizzare il ruolo della politica, dei partiti, inducendo la gente a credere che la politica e i partiti sono l’origine di tutti i mali del nostro Paese, rappresentano un costo sociale non più sostenibile e occorre pertanto pensare a forme nuove di rappresentanze questo secondo me è foriero di un’idea ancor più subdola: una politica buona, con la P maiuscola, esercitata non attraverso i movimenti, i partiti, le aggregazioni di cittadini, ma sostenuta da altre forze. Siano esse di natura finanziaria, mediatica, di categorie o finiscano per rappresentare solo alcuni contrapposti portatori di interesse, poco importa. Quel che conta è relegare i partiti, e con loro la politica, ad un ruolo marginale e, con ogni probabilità, assolutamente fungibile. Questo è il risultato che, anche se non cercato, si ottiene.
Non abbiamo inventato nulla che possa sostituire la democrazia e quindi si delega con un voto chi ci deve rappresentare e colui che lo deve fare è quello che prende un voto più di un altro. Poi anche qui, come in ogni consorzio umano chi fa anche sbaglia, ma se c’è la buona fede questo va giudicato in forma diversa dai mascalzoni che invece, devono rispondere di quanto fatto.
L’ allontanamento dell’elettorato dalla politica è per colpa dei privilegi e delle ruberie di quei pochi eletti rispetto alle migliaia di persone per bene, che si sono dimostrati dei delinquenti, ma questo succede purtroppo anche a causa delle manie di protagonismo di alcuni e con la personalizzazione spinta e il protagonismo di certi personaggi che stancano la gente.
Care amiche e amici vi voglio dire che solo una grande pazienza riesce a sostenere la fatica di strutturare una linea condivisa in momenti complicati come questi e non le spinte in avanti che generano solo confusione. Sicuramente c’è la necessità di rinnovare il partito, è quello che la gente ci chiede ed è quello a cui stiamo lavorando.
Gran parte delle cose proposte in questi giorni sono già state lanciate da Angelino Alfano, noi aggiungiamo una su tutte: la meritocrazia. E in Regione diamo conto di quanto abbiamo fatto, parliamo di lavoro, di riforma sanitaria, delle infrastrutture necessarie e per puro calcolo politico sotto attacco, di come Tondo sia riuscito prima della spending review, che è così di moda, a coprire debiti fatti da altri. Questo interessa alla gente e non i giochetti di palazzo. Questo è il momento di stare uniti, solo così saremo credibili agli occhi del nostro popolo e daremo voce e rappresentanza a tutti coloro che ancora credono nella politica, quella vera, quella vicina alla gente e che non appartiene a una parte, quella degli eletti, ma è di tutti. Rilevo, purtroppo, anche, il mancato rispetto di chi ha votato e per la prima volta ha delegato a coordinare, con una propria indicazione il Partito; e questo succede nel momento in cui il Pdl si dava la prima regola di Democrazia, il voto per indicare i propri referenti. Perché alcuni amministratori sentono il bisogno di sovrapporsi al Partito che li ha sostenuti e li ha fatti eleggere?
In FVG, per la prima volta si è dato voce a quella democrazia partecipata, tanto acclamata da tutti, che ha portato centinaia di persone iscritte a sancire, con il proprio voto, la nascita finalmente di un partito vero attraverso l’elezione diretta dei propri rappresentanti nei coordinamenti provinciali. Tutto questo circa 6 mesi fa. E nel ribadire: “FUARCE RENZO”, mi rivolgo a tanti che chiamo signori, che adesso si sentono in obbligo di erigersi a salvatori della Patria. Forse perchè sono gli stessi a cui il Partito chiederà quale sia stato il loro impegno e di spiegare quello che hanno fatto dopo essere stati eletti a rappresentarlo. Paura? Non per tutti, ma per qualcuno evidentemente si. Dico solo che sento un fortore in questi giorni, ma non indico, per creanza, ancora da chi proviene. Si chiedano diversi amici se non provano una sensazione di serendipità, secondo me è qualche cosa che potrebbe diventare reale, e parafrasando John Donne dico a questi: ….. così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te.
12 settembre 2012 Dopo la riunione di lunedì 3 settembre con il Presidente Tondo il Coordinamento provinciale ha programmato una serie di incontri sul territorio con tutti i coordinatori comunali della provincia di Udine. Qui di seguito il calendario con le date previste.
5 SETTEMBRE 2012: UDINESE – Sede Pdl via Ledra 19 – Udine – ore 20.30
6 SETTEMBRE 2012: PALMANOVA – presso Meeting Point San Marco – Palmanova – ore 20.30
11 SETTEMBRE 2012: COLLINARE – “Al Colle” via Umberto I – San Daniele – ore 20.30
19 SETTEMBRE 2012: LATISANESE – “AL Pharo” via Lignano nord 151- Latisana- ore 20.00
21 SETTEMBRE 2012: CARNIA – Ristorante “Al Benvenuto” – Tolmezzo – ore 18.30
28 SETTEMBRE 2012: CIVIDALESE-TARCENTINO – Locanda “Al Castello” -Cividale del Friuli – ore 20.30
3 OTTOBRE 2012: GEMONESE, CANAL DEL FERRO E VAL CANALE – “Al Fungo” – Gemona – ore 20.30
5 OTTOBRE 2012: MANZANESE – Ristorante “Menotti” – frazione Soleschiano – ore 20.30
9 OTTOBRE 2012: CODROIPESE – presso sede Pdl via Friuli – Codroipo -ore 20.30
17 OTTOBRE 2012: CERVIGNANO DEL FRIULI – Ristorante “Ai Cjastinars ” – Villa Vicentina – ore 20.30
24 OTTOBRE 2012: SAN GIORGIO DI NOGARO - presso hotel -”Alla Speranza” via del porto 8 – ore 20.30
06 settembre 2012 “Honsell è un sindaco di grande visibilità ma con i comuni contermini ha dialogato poco e fatto perdere centralità a Udine e a tutta la cintura udinese”. Con queste parole il segretario provinciale del Popolo della Libertà, Ferruccio Anzit, e il suo vice Simone Bressan hanno aperto la prima riunione di tutti i coordinatori comunali della cintura dell’udinese. Presenti, oltre al coordinatore cittadino di Udine Massimo Blasoni, anche i rappresentanti di Campoformido,Martignacco, Pasian di Prato, Pagnacco, Pozzuolo, Reana del Rojale e Tricesimo. “Tutti comuni – hanno spiegato Anzit e Bressan – che condividono non solo la vicinanza territoriale ma anche una serie di temi su cui sono a chiamati a ragionare insieme: dalla viabilità alla sanità, passando per la programmazione culturale e per gli aspetti di natura ambientale”.
“Ci sembra giusto porre un problema politico su questo e rilevare - proseguono – che il sindaco della città di Udine continua ad avere scarsa sensibilità sul tema e a coinvolgere poco o per nulla tutti i comuni che rappresentano la cintura cittadina e formano un comprensorio che ha moltissima necessità di dialogare, soprattutto in un momento delicato come questo in cui le risorse vanno spese con intelligenza e mettendo in rete quante più cose possibile”.
“Da qui l’idea- concludono – di dare un seguito a questo primo incontro e di riunire con frequenza il tavolo di tutti i coordinamenti pidiellini della zona. Con un partito unito, all’interno e tra i territori, Honsell non è invincibile e possiamo finalmente ribaltare la grande anomalia di una città moderata che si è affidata troppe volte alla sinistra”.
05 settembre 2012 dal Messaggero Veneto del 5 Settembre 2012
A Verzegnis il presidente riunisce il coordinamento udinese del Pdl. Anche Saro «Abbiamo governato bene, sappiamo che possiamo vincere di nuovo nel 2013»
Un piatto di orzo e fagioli e una spinta alle riforme, sanità e autonomie locali in testa. Il profumo della polenta cucinata rigorosamente sullo “spolert” e un colpo al governo di Mario Monti, perché per salvare la Specialità Fvg va fatta opposizione ai diktat romani. La campagna elettorale del governatore uscente Renzo Tondo riparte dagli esponenti udinesi del Pdl e da Verzegnis. Dove lunedì sera una quarantina di “amici”, ospiti del ristoratore Tondo, hanno sgranocchiato politica e piatti tipici della Carnia. L’invito è partito dal presidente Fvg che ha radunato il coordinamento provinciale di Udine del suo partito, composto anche da parlamentari, assessori e consiglieri Fvg dell’udinese. «Serviva a dare la carica – racconta Tondo –, a dire: eccomi qua, sono pronto. Il Paese, il Fvg e i partiti, Pdl compreso, vivono un momento di difficoltà, ma siamo convinti di aver ben governato in questi quattro anni e mezzo, sappiamo di essere forti e quindi di poter riconquistare la Regione a primavera». Tondo promuoverà lo stesso incontro anche a Pordenone, Gorizia e Trieste. Ma nel frattempo dai pidiellini udinesi riceve l’esortazione a proseguire sulla strada delle riforme, indispensabili, e del ricorso alla Corte costituzionale contro il governo Monti per la spending review. «È stato un incontro positivo – dice il capogruppo del Pdl in Consiglio Daniele Galasso –, è emersa la piena consapevolezza di aver fatto un buon lavoro in una situazione difficilissima e quindi di presentarci al giudizio degli elettori con le carte in regola. Ora ci concentreremo sulle riforme degli enti locali, in corso, e della sanità, che probabilmente porteremo in Aula a fine ottobre. Ma anche sulla trattativa con il governo per rinegoziare risorse e competenze, fermo restando che faremo ricorso alla Consulta. E poi – conclude Galasso – verificheremo subito le alleanze comprese le possibili convergenze con le offerte politiche provenienti anche da autonomisti e civiche». Sintetizza il consigliere regionale, e coordinatore cittadino a Udine, Massimo Blasoni: «Tondo deve perseguire coraggiosamente la strada delle riforme e dell’innovazione. Servono un Pdl nuovo nelle idee e una più ampia alleanza per vincere». Ogni tavolo è apparecchiato per sei. Apre la cena un salame al coltello e mentre si preparano polenta e salsiccia si discute di politica. A Verzegnis arriva anche Ferruccio Saro. Lui e il governatore sono distanti, sulla terza corsia, ad esempio. Vederlo in Carnia, però, lascia immaginare prove di riavvicinamento, soprattutto quando vengono visti parlare fitto. Non di terza corsia, giurano. «È stato un colloquio politico privato – sibila Saro –, abbiamo visioni diverse ma, chi lo sa, in politica può succedere di tutto, dipenderà da come Tondo rilancerà l’azione di governo e dalle rivendicazioni per il Fvg». Sorride Tondo, che forse non si aspettava di vederlo: «Siamo come due vecchi amici che ogni tanto litigano, come nel film con Celentano e Pozzetto “Lui è peggio di me”». Il governatore riconosce però che quella presenza ha significato. «Penso che potremmo non scontrarci e che anzi sarebbe utile. E gli riconosco di avere valore, perché – ammette Tondo – lui sa come muoversi a Roma. Da parte mia c’è la volontà di collaborare per costruire insieme una nuova vittoria del centrodestra».
di Anna Buttazzoni
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